Note e articoli

  • L’ultima battaglia (18.02.2015) -

    TSF-20140407-2

    Se io dovessi diventare fragile e debole

    E se il dolore non mi permettesse di dormire,

    Allora farai ciò che deve essere fatto

    Per questo, l’ultima battaglia non può essere vinta.

    Sarai triste, lo capisco…

    Ma non lasciare che il dolore resti nella tua mano.

    In questo giorno, più di tutti gli altri,

    il tuo amore e la tua amicizia dovranno superare la prova.

    Abbiamo avuto molti anni felici…

    Tu non vorresti che io soffrissi.

    Quando è il momento, ti prego, lasciami andare.

    Portami là dove i miei bisogni tendono…

    Solo, resta con me fino alla fine

    Tienimi stretto e parlami

    Fino a quando i miei occhi non vedranno più nulla.

    So che con il tempo capirai

    Che mi hai fatto una gentilezza.

    Anche se la mia coda ha scodinzolato per l’ultima volta,

    Sono stato salvato dal dolore e dalla sofferenza.

    Non pensare che sia stato tu

    Ad aver deciso di fare questa cosa;

    Siamo stati così vicini, noi due, in questi anni…

    Non lasciare che il tuo cuore si riempia di lacrime.

    TSF-20120814-4001

    Commenti

  • 16 cose che dovresti smettere di fare per essere felice con il tuo cane (04.02.2015) -
    Giochi e coccole
    Giochi e coccole

    Ho trovato il testo originale, in inglese, sul blog di Roger Abrantes.

    Lo traduco e lo “interpreto”. Spero che l’autore non me ne vorrà…


    Ecco una lista di 16 cose che bisognerebbe smettere di fare in modo da rendere la nostra vita con il nostro cane più felice e la nostra relazione più forte.

    Difficile? Niente affatto.

    Dobbiamo solo volerlo fare e poi, semplicemente, farlo.

    Potremo iniziare subito, appena finito di leggere questo articolo.

    1. Smettiamo di essere pignoli: non preoccupiamoci, siamo felici

    Come la maggior parte delle cose nella vita, essere perfezionisti ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi.

    Quando si ha un cane, si tende a vivere secondo la Legge di Murphy: tutto ciò che può andare male, lo farà senz’altro.

    Ci sono così tante variabili che le cose difficilmente andranno al 100% nel modo in cui le avevamo previste.

    Si può (e si deve) pianificare ed allenarsi, ma bisogna essere pronti ad accettare tutti i tipi di variazioni, improvvisazioni e inconvenienti vari, lungo la strada.

    Dopo tutto, nella maggior parte delle situazioni, “un po’ meno che perfetto” è meglio di “buono”…

    Quindi, perché preoccuparci della perfezione, che è un concetto che esiste solo nella nostra testa e non fa felice nessuno, né noi né il nostro cane?

    2. Smettiamo di essere troppo seri: facciamoci una risata

    Se non si dispone di un buon senso dell’umorismo, è meglio non vivere con un cane.

    L’essere proprietari di un cane dà luogo a molti inconvenienti per i quali una risata è la migliore via d’uscita.

    I contrattempi sono imbarazzanti solo nelle nostre menti. Il nostro cane non sa nemmeno cosa sia l’imbarazzo e sarebbe meglio seguire il suo esempio.

    Finché nessuno si fa male, è meglio ridere degli errori nostri e di quelli del nostro cane.

    3. Abbandoniamo il desiderio di controllare tutto: prendiamola come viene

    Visto che la vita con un cane è spesso dettata dalla Legge di Murphy, se tentiamo di controllare il nostro cane in ogni mossa, ci ritroveremo con un’ulcera o caduti in depressione.

    Abbandoniamo il bisogno di controllo.

    Naturalmente, dobbiamo avere un certo controllo del nostro cane per motivi di sicurezza, ma è meglio lasciare andare tutto ciò che non è una questione “di vita o di morte”.

    Regole ragionevoli servono ad uno scopo, ma il controllo totale è inutile e controproducente.

    Prendiamola come viene e continuiamo a sorridere!

    4. Smettiamo di attribuire colpe: andiamo avanti

    Quando le cose vanno male, e lo faranno sicuramente, non perdiamo il nostro tempo cercando di attribuire colpe.

    Era colpa tua… No, colpa del cane… No, colpa del gatto del vicino…

    Ma a chi importa?

    Andiamo avanti e, se ci siamo imbattuti in uno scenario piuttosto fastidioso, in futuro tentiamo di prevedere una situazione simile e di evitarla.

    Se invece non era un grosso problema, non pensiamoci più.

    5. Smettiamo di credere nelle leggende tramandate da vecchie comari: siamo critici

    Il mondo è pieno di storie infondate ed irrazionali tramandate da vecchie comari (NdT: le cosiddette Sciuremarie).

    Internet, poi, ci offre accesso rapido e facile ad un sacco di informazioni preziose, ma anche ad un sacco di spazzatura: cattivi argomenti, definizioni sbagliate, affermazioni prive di fondamento, credenze popolari, dichiarazioni emotive, pseudo-scienza, promozioni commerciali, agende politiche nascoste, predicazioni religiose, ecc.

    Naturalmente, in nome della libertà di espressione, è giusto che ognuno abbia il diritto di pubblicare ciò che vuole, anche le peggiori porcate e le fesserie più pazzesche.

    Ma noi abbiamo il diritto di non crederci e di non considerarle nemmeno.

    Usiamo il nostro pensiero critico.

    Non smettiamo mai di chiederci: “Come può essere?” e “Come ha fatto lui/lei ad arrivare a questa conclusione?

    Sospendiamo la decisione e l’azione fino a quando non abbiamo avuto il tempo di rifletterci su e, se necessario, chiediamo un secondo ed un terzo parere.

    Se l’argomento risulta valido e ci piace, allora lo seguiamo.

    Se l’argomento risulta valido, ma non ci piace, non lo seguiamo e smettiamo di pensarci.

    Se l’argomento non è convincente, lo evitiamo e non ci pensiamo più.

    Usiamo la nostra testa e facciamo quello che riteniamo giusto.

    6. Smettiamo di preoccuparci delle “etichette”: siamo liberi

    Siamo sommersi da infinite etichette in quanto le etichette vendono, ma vendono solo se qualcuno le compra.

    Vogliamo essere proprietari di cane positivi, ultra-positivi, R+, R++, R+P, equilibrati, etologico-naturalistici, moralisti, conservatori, realistici e progressivi, clickeristi o autoritari?

    Smettiamo di preoccuparci di quello che prevede questa o quell’etichetta.

    Quando ci godiamo un bel momento passato con il nostro cane, l’etichetta che seguiamo è irrilevante.

    Un’etichetta è un peso, ci limita e ci toglie la libertà.

    Le etichette sono per le persone insicure che hanno bisogno di nascondersi dietro un’immagine.

    Se crediamo in noi stessi e siamo il tipo di proprietario del cane che vogliamo essere, non avremo bisogno di nessuna etichetta.

    7. Smettiamo di preoccuparci di ciò che gli altri pensano: viviamo la nostra vita

    Spendiamo davvero poco tempo con la maggior parte delle persone che incontriamo, significativamente più con la famiglia e gli amici intimi, ma viviamo tutta la vita con noi stessi.

    Quindi, perché ci dobbiamo preoccupare di cosa pensano gli “altri” delle nostre abilità come proprietari di cani o del comportamento del nostro cane, quando probabilmente non rivedremo mai più (o comunque solo sporadicamente) questi “altri”?

    Se a loro piacciamo noi ed il nostro cane, bene. Altrimenti, non è un nostro problema.

    8. Smettiamo di lamentarci: non sprechiamo il nostro tempo

    Abbiamo un problema solo quando c’è una discrepanza tra il modo in cui le cose sono e il modo in cui ci aspettiamo che siano.

    Se le nostre aspettative sono realistiche, cerchiamo di fare qualcosa per il loro conseguimento. Se non lo sono, è inutile lamentarci: è solo uno spreco di tempo ed energia.

    Se possiamo fare qualcosa, facciamolo. Se non possiamo, andiamo avanti. Punto.

    9. Smettiamo di scusare noi stessi: siamo noi stessi

    Non dobbiamo scusare noi stessi o il nostro cane per il modo in cui siamo.

    Finché non diamo fastidio a nessuno, abbiamo entrambi il diritto di fare quello che ci piace e di essere come siamo.

    Non c’è bisogno di essere bravo a fare qualunque cosa, che si tratti di Obedience, Agility, Free Style, Heel Work to Music, Flyball, Disc Dog, Rally-O, Super Retriever, Sled Dog o Treibball.

    E non abbiamo bisogno di trovare scuse per spiegare perché non lo siamo.

    Non abbiamo nemmeno il bisogno di giustificare il fatto che il nostro cane non è bravo neanche a sedersi correttamente.

    Cambiamo quello che vogliamo cambiare e che possiamo cambiare, e non perdiamo tempo ed energie a pensare a ciò che non vogliamo, a ciò di cui non abbiamo bisogno o a ciò che non possiamo cambiare.

    Facciamo quello che a noi e al nostro cane piace, come ci piace, in modo che noi ed il nostro cane possiamo essere felici.

    E’ così semplice!

    10. Smettiamo di sentirci male: agiamo ora

    Se non siamo soddisfatti di qualche aspetto della nostra vita con il nostro cane, facciamo qualcosa per cambiare.

    Identifichiamo il problema, impostiamo un obiettivo, facciamo un piano e attuiamolo.

    Sentirci male e in colpa non serve a nessuno: non aiuta noi, non aiuta il nostro cane, non aiuta le persone care con cui condividiamo la nostra vita.

    11. Fermiamo la nostra voglia di possedere: siamo compagni del nostro cane

    La proprietà di esseri viventi è schiavitù e, per fortuna, la schiavitù è stata abolita.

    Non consideriamoci come il proprietario del nostro cane.

    Pensiamo piuttosto al nostro cane come un compagno, di cui essere responsabili.

    Noi non possediamo i nostri bambini, il nostro compagno o i nostri amici…

    12. Interrompiamo la dipendenza: sleghiamoci

    L’amore non ha niente a che vedere con la dipendenza, l’ossessione e la brama… Anzi.

    Amiamo il nostro cane, ma non creando dipendenza reciproca.

    È sano avere una vita propria e dare al nostro cane un po’ di spazio.

    Noi ed il nostro cane siamo individui indipendenti.

    Godiamoci la vita insieme, senza essere, nei limiti del possibile, dipendenti l’un l’altro.

    Smettiamo di “proiettarci” sul nostro cane.

    13. Smettiamo di considerare il nostro cane il sostituto di un compagno umano: dimostriamogli rispetto

    Il nostro cane è un cane ed è davvero un essere vivente eccezionale.

    Amiamolo, godiamoci la sua compagnia, ma non facciamone il sostituto di un compagno umano, di un amico, di un figlio o di un coniuge.

    Aspettarsi che qualcuno sia il sostituto di qualcun altro è la più grande mancanza di rispetto si può mostrare ad un essere umano ed anche ad un essere animale, oltre che una mancanza di rispetto per sé stessi.

    Smettiamo di far interpretare al nostro cane un ruolo e cominciamo ad amarlo per quello che è: un cane.

    14. Smettiamo di razionalizzare: siamo “veri”

    Tutte le relazioni sono baratto e scambio: si dà e si riceve.

    Non c’è niente di sbagliato in questo, finché c’è equilibrio.

    Siamo onesti con noi stessi: cosa ci dà il nostro cane e cosa diamo noi a lui?

    Se scopriamo che uno dei due è quasi esclusivamente “uno che dà” o “uno che riceve”, allora dobbiamo ristabilire l’equilibrio.

    Il nostro cane ha bisogno di noi, proprio come noi abbiamo bisogno di lui e non c’è niente di male in questo, se entrambi diamo e riceviamo.

    Non abbiamo adottato il nostro cane solo per salvare la povera, piccola creatura. Lo abbiamo adottato in modo da poter godere di una relazione solida e produttiva.

    15. Smettiamo di desiderare ciò che non possiamo avere: siamo felici di quello che abbiamo

    Questa è una caratteristica umana molto comune: vogliamo sempre quello che non abbiamo e non vediamo tutto il bene che abbiamo.

    Il nostro cane ci dà già tanto e noi, insieme a lui, possiamo essere molto felici, anche se lui non è particolarmente bravo a fare qualcosa di particolare.

    È sorprendente come moltissimi proprietari di cani dicano di amare i loro cani e poi trascorrano la maggior parte del tempo a cercare di cambiare il loro comportamento.

    Concentriamoci su quello che abbiamo, non su quello che non abbiamo, apprezziamolo e siamo grati per ciò.

    16. Smettiamo di combattere contro noi stessi: seguiamo il nostro cuore

    Ci sono molti modi diversi di essere un buon proprietario di cane; il nostro è nostro ed è sicuramente diverso da quello di tutti gli altri.

    È la nostra vita. Finché non danneggiamo nessuno, viviamola nel modo che ci fa sentire bene.

    Ascoltiamo gli esperti, riflettiamo sui loro consigli…

    Ma, alla fine della giornata, facciamo quello che sentiamo giusto per noi, seguendo quello che ci dice il nostro cuore.

    Siamo noi stessi.


     

     

    Commenti

  • Patentino cinofilo (01.08.2014) -

    schedaCAE1Penso che il concetto di “patentino” derivi da “patente”, assai probabilmente quella di guida (di un’automobile)…

    E, come per la patente di guida, non è detto che chi ce l’ha sia un bravo pilota… Ma, in teoria, dice che ha un minimo di nozioni…

    Probabilmente, guardando cosa c’è per le strade, non è un gran parallelo… Ma io ritengo che se si cominciasse a capire il concetto che non basta prendere un cane (come un’automobile) per sapere cosa fare, si potrebbe iniziare a sensibilizzare la gente comune sui punti fondamentali…

    E non è semplicemente dire che un cane non è un bambino (anzi, molti studiosi dicono che ha comportamenti e cognitività proprio di un bambino), o che è “solo un animale”…

    Bisogna sapere cosa prova, come comunica, cosa gli fa bene e cosa è pericoloso, quali sono le ricadute comportamentali di alcuni “vizi” che il proprietario gli dà, quali sono i comportamenti che dovrebbero mettere in allarme su alcune probabili patologie fisiche o comportamentali, ecc.

    Vedo in giro affermazioni che mi fanno cadere le … braccia.

    Non sono “doti” che si devono richiedere… Si devono dare informazioni (teoriche e pratiche) e poi vedere se chi ha ascoltato le ha capite e recepite. E al limite continuare a verificare se le applica. E togliere il patentino a chi non le applica.

    Personalmente, tento di informarmi ed informare continuamente i miei contatti su quali siano le teorie e le pratiche migliori, quali siano gli aspetti caratteriali di ogni gruppo di razze, cosa sia meglio per ogni tipologia di cane, ecc.

    Mi pare già positivo riuscire a fare “network” e ad apprendere e condividere un po’ delle proprie e delle altrui conoscenze…

    Commenti

  • Educazione cinofila (31.07.2014) -
    Web
    Web

    Personalmente, ritengo che la cosiddetta “educazione cinofila” andrebbe insegnata ai bambini nelle scuole, poiché è assai probabile che ognuno di noi, nel corso della vita, entri in contatto con un cane, proprio o altrui…

    Cosa insegnare nel corso? Il rispetto per l’animale “cane”. Quel rispetto fatto sia di conoscenza ed informazioni che di emozioni e sensibilità… Il rispetto dovuto ad un essere che vive nelle nostre famiglie per 10-12-15 anni.

    Il cane, secondo me, ha bisogno di entrambi gli aspetti: emozioni e socialità da una parte, lavoro ed allenamento dall’altra.

    Il suo rapporto con noi ed il suo benessere si basano su tre punti fondamentali:

    1. reciproco rispetto
    2. corretta relazione affettiva
    3. corretta relazione gerarchica

    Sempre secondo me, diventa un “buon rapporto” quando, dati i tre punti fondamentali, si fanno attività piacevoli e divertenti per entrambi.

    Molti cani sprecano la loro vita facendo il tappeto peloso o girando da soli in giardino per giornate intere.

    Altri la consumano coperti di attenzioni morbose, come se fossero bambini bavosi e pelosi, snaturando le proprie caratteristiche di specie e di razza.

    I più fortunati vengono rispettati ed avviati ad attività in linea con le loro attitudini e, soprattutto, hanno la possibilità di stare e lavorare al nostro fianco, quali gregari importanti e “specializzati”.

    Il famoso “corso di educazione cinofila” dovrebbe chiarire questo, oltre che aiutare ad informarsi su tutte le caratteristiche delle razze, in modo che, al momento della scelta, non prevalga solo il lato estetico oppure l’urgenza di dover salvare il cane da una situazione drammatica.

    Spesso mi chiedono informazioni e pareri sull’inserimento di questa o quella razza in certe famiglie… Beh… Ci sono razze (ad esempio, il Pastore del Caucaso, giusto per citare un esempio recente) che personalmente vedrei bene veramente in poche famiglie, assennate ed informate, che sappiano cosa stanno facendo e che lo facciano bene.

    Ma lo stesso discorso potrebbe essere fatto per molte altre razze ben più “popolari” e diffuse, che statisticamente creano molti più problemi di comportamento, se gestite in maniera troppo antropomorfizzata.

    Commenti

  • Attitudine al lavoro (09.07.2014) -
    Esibizione di retriever
    Esibizione di retriever

    Io penso che il cane, in quanto animale selezionato e “modificato” geneticamente dall’uomo per “essere utile”, abbia una grande attitudine al lavoro.

    Ogni razza (o gruppo di razze) ha il suo lavoro prediletto… Ma sostanzialmente tutti i cani hanno un cervello (e un fisico) che ha bisogno di lavorare.

    Poco importa se questo lavoro è qualcosa di molto vicino alle attitudini e alla memoria di razza (vedi caccia e riporto per i retriever) oppure, man mano, sempre più distante (ricerca di persone, soccorso nautico, agility, obedience, ecc.).

    Il paradigma che i nostri cani seguono è sempre lo stesso: “a me piace lavorare, e mi piace tantissimo lavorare con te”. Punto.

    Sta poi ad ognuno di noi trovare un lavoro (o sport, o passatempo) che piaccia sia a noi che al cane e che ovviamente sia compatibile con le sue attitudini di razza (tipo: far fare utilità e difesa ad un golden è sufficientemente faticoso, lungo, difficile per noi e abbastanza stressante per il cane… meglio riporti e/o ricerca e/o acqua…).

    Debuttanti
    Debuttanti

    Nella “squadra di lavoro” che si viene a creare con il proprio cane durante l’allenamento e nelle prove, test, gare che si fanno, si esalta il rapporto di amore, affetto e rispetto che si costruisce in casa, nelle passeggiate, nella vita di tutti i giorni.

    In alcuni sport (penso all’obedience), è molto, molto difficile ottenere risultati senza un grandissimo affiatamento che va al di là degli allenamenti e della preparazione tecnica degli esercizi.

    C’è bisogno di intesa, di coesione e di simbiosi, che si affinano tutti i giorni, molto di più con carezze e coccole davanti al camino o alla tv, che con allenamento al campo.

    Greta
    Greta

    Per me, quindi l’amore, l’affetto ed il rispetto tra me e i miei cani sono ingredienti fondamentali sia del rapporto che dei risultati che possiamo ottenere nel “lavoro” fatto insieme.

    Relativamente, invece, al concetto di “indirizzare” il proprio amore verso un animale invece che verso una persona, non ci trovo nulla di male: l’amore è amore. Ovviamente, gli eccessi sono eccessi.

    Personalmente, penso sia più completo avere una “famiglia” (o branco?) allargata in cui trovino posto varie specie: il fatto di confrontarsi con le varie espressioni di amore e di affetto e di attaccamento e di cooperazione di ogni specie arricchisce, secondo me, ogni componente del branco.

    Commenti

Commenti